L’eccellenza pediatrica e il valore dell’ascolto: al Dottor Pasquale Ferrante il riconoscimento per un’arte medica fondata sull’umanità
La medicina non è soltanto scienza, diagnosi e terapia: è, prima di tutto, un atto di profonda umanità, un incontro autentico tra persone. Questa è la cifra stilistica che contraddistingue l’operato del dottor Pasquale Ferrante, Responsabile dell’Unità Operativa di Pediatria e Neonatologia del Presidio Ospedaliero “Vittorio Emanuele II” di Bisceglie, insignito del prestigioso Sigillum Honoris.
Un riconoscimento di alto valore civile e morale, volto a celebrare i medici che sanno trasformare la professione in una missione quotidiana di prossimità, cura e rispetto della dignità umana.
Il duplice momento celebrativo: dalla piazza alla riflessione culturale – Pasquale Ferrante

La cerimonia di conferimento si è snodata attraverso due momenti emblematici che hanno unito il cuore pulsante della città e i luoghi del dibattito culturale.
Il primo significativo passaggio si è tenuto nel cuore di Bari, nella cornice di piazza Umberto, nel corso di un evento pubblico che ha visto la partecipazione della cittadinanza e dei professionisti. Qui il riconoscimento è stato ufficialmente attribuito dal garante relazionale Giuseppe Cascella, a suggellare il legame profondo tra istituzioni, territorio e buone pratiche di cura relazionale.
Il percorso celebrativo è poi proseguito presso lo Sheraton Hotel, teatro di un importante incontro d’ispirazione civile e associativa. L’evento ha visto la partecipazione e la testimonianza di figure di spicco del panorama culturale e del volontariato locale, tra cui le esponenti dell’Inner Wheel, Eugenia Santoro, Lilli Ginefra, Nezia Schiavano e Fernanda Parmegiani, insieme a Tommaso Garofalo.
La motivazione: il bambino e la famiglia al centro – Pasquale Ferrante
Il fulcro del riconoscimento assegnato al dottor Ferrante risiede nella sua straordinaria capacità di interpretare la pediatria non solo come gestione clinica della malattia, ma come presa in carico globale del piccolo paziente e del suo nucleo familiare.
«Per aver saputo fare della medicina non soltanto una professione, ma una forma di incontro e di cura dell’essere umano; per aver posto il bambino e la sua famiglia al centro di una relazione fondata sull’ascolto, sulla sensibilità e sulla responsabilità, testimoniando con il proprio operato che ogni gesto di cura può diventare un gesto di umanità.»
In un’epoca in cui la tecnologia medica rischia talvolta di raffreddare il rapporto medico-paziente, l’esperienza del reparto diretto dal dottor Ferrante a Bisceglie si conferma un avamposto di eccellenza sanitaria ed etica, dove la cura si nutre di empatia, rassicurazione e calore umano.

