Introduzione: Il discorso di Vito Leccese alla Fiera del Levante
Il celebre discorso pronunciato dal sindaco di Bari, Vito Leccese Fiera del Levante in occasione dell’inaugurazione della 89ª edizione della storica campionaria, offre spunti di riflessione straordinari che meritano di essere analizzati a fondo. Fonte: Comune di Bari
Il testo dell’intervento può essere letto su due livelli distinti. Il primo è quello immediatamente visibile: un discorso istituzionale, politico e programmatico, nel quale vengono affrontati il futuro di Bari, il Mezzogiorno, il Mediterraneo, il lavoro, le infrastrutture, la rigenerazione urbana, le donne, i giovani, gli investimenti e il ruolo della città nello scenario europeo e mediterraneo. Ansa
Il secondo livello, più profondo, è quello umano. Ed è proprio a questo secondo livello che può essere applicata la lente della Diplomazia dei Sentimenti.
La Diplomazia dei Sentimenti consente infatti di leggere, dietro le infrastrutture, le istituzioni, gli investimenti e le strategie territoriali, le persone che quelle politiche dovrebbero servire; dietro una città, la comunità che la abita; dietro una comunità, le relazioni che la tengono insieme; dietro una strategia internazionale, la necessità elementare dell’incontro fra esseri umani. In questa prospettiva, l’intervento di Vito Leccese Fiera del Levante appare come un testo nel quale la parola “sviluppo” viene progressivamente trasformata in una parola più grande: vita.
Dalla Fiera alla memoria: una comunità che riconosce la propria storia – Vito Leccese Fiera del Levante
Il discorso comincia dalla storia. Le ottantanove edizioni della Fiera vengono presentate come un lungo attraversamento della storia italiana, capace di vedere cambiare il Paese, le generazioni, i governi, le tecnologie, i modi di produrre, commerciare e viaggiare e, soprattutto, la stessa Bari.
Questa non è soltanto una celebrazione istituzionale. Dal punto di vista della Diplomazia dei Sentimenti, la memoria è una delle prime forme di relazione.
Una comunità non è soltanto l’insieme delle persone presenti oggi. È anche la somma delle persone che l’hanno costruita, attraversata, amata, lasciata, trasformata e consegnata alle generazioni successive. Quando un sindaco ricorda la storia della propria città, dunque, non sta semplicemente ricordando degli avvenimenti: sta costruendo un ponte emotivo fra generazioni. Vito Leccese Fiera del Levante
La Fiera diventa così un luogo della memoria collettiva. E la memoria collettiva, nella prospettiva del paradigma legato a Vito Leccese Fiera del Levante, è una forma di patrimonio relazionale.
“Guardare a Levante”: la geografia che diventa sentimento
Uno dei passaggi più significativi riguarda la scelta di Bari di guardare verso il Levante e verso il Mediterraneo. Il discorso parla di merci, investimenti e opportunità, ma subito dopo introduce un elemento che cambia completamente il significato della prospettiva mediterranea: “una nuova cultura dell’incontro e del dialogo”. Vito Leccese Fiera del Levante.
E soprattutto afferma che, in un mare attraversato da conflitti e divisioni, il dialogo è una responsabilità e che la condizione per immaginare il futuro è la pace. Qui emerge uno dei punti di maggiore contatto con la Diplomazia dei Sentimenti. Vito Leccese Fiera del Levante
Il Mediterraneo non viene rappresentato soltanto come uno spazio economico o geopolitico. Viene trasformato in uno spazio relazionale. Non più soltanto un mare che separa territori, ma un mare che può mettere in comunicazione persone e comunità.
Questa è una trasformazione fondamentale. La diplomazia tradizionale tende a partire dagli Stati, dalle istituzioni e dagli interessi. La Diplomazia dei Sentimenti parte invece dalla relazione umana che rende possibile qualunque rapporto stabile tra istituzioni, città e popoli.
Per questo l’espressione “Il dialogo parte da Levante” può essere letta, attraverso l’impostazione emersa con Vito Leccese Fiera del Levante, non soltanto come slogan della manifestazione, ma come una vera dichiarazione di principio. Il dialogo non è presentato come ornamento della politica, bensì come condizione del futuro.
La città non è un territorio: è una relazione
Un altro passaggio decisivo riguarda il rapporto tra Bari e la Puglia. Leccese sostiene che nessuna trasformazione di Bari possa compiersi senza coinvolgere l’intera Puglia e che nessuna visione regionale possa avere successo senza il ruolo di Bari.
Letta con la lente della Diplomazia dei Sentimenti, questa affermazione contiene un concetto importante: la comunità non vive per compartimenti separati. La città non è isolata dalla regione. La regione non è isolata dal Paese. Il Paese non è isolato dal Mediterraneo. E il Mediterraneo non è soltanto uno spazio geografico: è una rete di relazioni.
La Diplomazia dei Sentimenti può quindi leggere questo passaggio come una concezione relazionale del territorio. Una comunità cresce quando ciò che la compone riesce a riconoscersi come parte di una storia comune.
Dal PIL alla persona: il punto nel quale il discorso cambia natura – Vito Leccese Fiera del Levante
Il passaggio forse più importante dal punto di vista umano è quello dedicato al lavoro e ai giovani. Il discorso richiama dati relativi all’attrattività lavorativa e all’innovazione di Bari e interpreta il fenomeno della mobilità giovanile come un possibile cambiamento di paradigma: il treno che per generazioni rappresentava la partenza verso il Nord viene descritto come possibile “direttrice di una scelta consapevole”.
Questa immagine è particolarmente potente. Perché il treno non è più soltanto un mezzo di trasporto. Diventa un simbolo. Prima rappresentava lo sradicamento. Adesso può rappresentare la possibilità di scegliere.
E qui la Diplomazia dei Sentimenti individua una questione essenziale: la libertà di una persona passa anche dalla possibilità di scegliere dove costruire la propria vita. Il problema non è quindi soltanto creare posti di lavoro. È creare le condizioni affinché una persona possa dire:
“Posso rimanere.” – “Posso tornare.” – “Posso partire e poi tornare.” – “Posso scegliere.”
Questa è una dimensione profondamente umana dello sviluppo promossa nell’agenda di Vito Leccese Fiera del Levante.
La rigenerazione urbana come restituzione dell’abbraccio – Vito Leccese Fiera del Levante
Il passaggio sul Parco della Rinascita e sul Parco di Costa Sud contiene una delle espressioni più coerenti con il linguaggio della Diplomazia dei Sentimenti. Parlando della trasformazione di aree precedentemente marginali, il sindaco usa l’espressione “restituirci l’abbraccio con il mare”.
La parola “abbraccio” è significativa. Non appartiene al linguaggio tecnico della pianificazione urbana. È una parola affettiva. E proprio per questo rivela ciò che normalmente rimane nascosto dietro il concetto di rigenerazione urbana.
Rigenerare una città non significa soltanto costruire parchi, strade, edifici o servizi. Significa ricucire una relazione interrotta tra il quartiere e il resto della città, tra la persona e lo spazio pubblico, tra la città e il mare, tra il passato e il futuro.
La festa come strumento di comunità – Vito Leccese Fiera del Levante
Il riferimento alla “Festa del mare” e a “Le Due Bari” introduce un altro elemento importante: la città che si incontra nello spazio pubblico. Migliaia di persone nelle piazze, eventi diffusi e cultura che attraversa i quartieri non sono, sotto questa lente, semplicemente intrattenimento.
Sono occasioni di riconoscimento reciproco. Una città diventa comunità anche quando le persone si incontrano senza una funzione economica immediata. La piazza, la festa, la cultura e la partecipazione producono familiarità, riconoscimento e appartenenza.
La sicurezza come responsabilità condivisa -Vito Leccese Fiera del Levante
Il ringraziamento alle forze dell’ordine, alla Prefetta e al Questore introduce un’altra dimensione: quella della collaborazione tra istituzioni. La frase secondo cui una città dimostra di essere pronta alle grandi sfide attraverso la capacità di lavorare insieme contiene un principio molto vicino alla diplomazia dei sentimenti: la fiducia nasce quando le differenze di ruolo non impediscono la collaborazione.
Il punto più umano: le donne e la libertà personale
Il discorso raggiunge un livello particolarmente personale quando affronta il lavoro femminile, l’indipendenza economica e la violenza sulle donne. L’affermazione secondo cui avere un reddito significa poter scegliere il proprio destino e, anche, poter interrompere una relazione tossica e mettersi al sicuro, sposta il tema economico direttamente nella sfera della libertà individuale.
Il lavoro non viene considerato soltanto come un indicatore statistico, ma diventa una possibilità concreta di autodeterminazione. E il ricordo di Lorena Isceri porta questo ragionamento dalla dimensione politica a quella della sofferenza umana. Vito Leccese Fiera del Levante
La politica pubblica come semina
Nella parte finale il discorso utilizza una metafora particolarmente significativa: la semina. Una buona semina, viene detto, non si misura dalla quantità dei semi, ma dalla qualità di quelli capaci di germogliare e dare frutto. Le infrastrutture, gli investimenti e le politiche pubbliche sono semi il cui vero valore risiede in ciò che riescono a generare nella vita delle persone.
“Il tessuto umano”: la frase che contiene forse l’intero paradigma
Uno dei passaggi più significativi dell’intero intervento di Vito Leccese Fiera del Levante arriva quasi alla conclusione:
"La vera infrastruttura che regge una città è il suo tessuto umano, la forza di sapersi riconoscere nello stesso destino."
Questa frase può essere considerata il cuore umano del discorso, perché rovescia la gerarchia abituale descrivendo un’infrastruttura immateriale decisiva: il capitale relazionale.
Siddhartha e la “musica della vita”: l’individuo dentro il coro
La citazione da Siddhartha di Hermann Hesse porta il discorso ancora più lontano, descrivendo Bari come “un’unica grande musica” composta dalle voci di tutti i cittadini, in un perfetto equilibrio tra il singolo e la comunità.
Ciò che nel discorso è “celato”
La Diplomazia dei Sentimenti rende leggibile ciò che normalmente rimane celato nelle parole istituzionali, trasformando i bisogni materiali in istanze di profonda dignità umana, libertà, appartenenza e pace. Vito Leccese Fiera del Levante
Dalla città al Mediterraneo: la dimensione diplomatica
Bari viene presentata come città europea e mediterranea, capace di interpretare il proprio ruolo attraverso una diplomazia dal basso che nasce dalle relazioni tra persone, università, imprese e culture.
La frase finale: “Buona semina”
Il discorso termina con un augurio collettivo: “Buona Fiera del Levante, buona semina a tutti noi!” Un passaggio fondamentale che trasforma il futuro in una responsabilità condivisa da tutta la comunità.
Conclusione
Letto attraverso la lente della Diplomazia dei Sentimenti, l’intervento di Vito Leccese Fiera del Levante delinea una concezione della città in cui l’economia, la politica e le infrastrutture diventano strumenti al servizio delle relazioni umane. Come evidenziato nell’analisi, la vera infrastruttura che regge il tessuto sociale è invisibile ma potente: seminare futuro significa seminare relazioni.
foto copertina: uff. stampa comune

