Un incontro che lascia il segno: il pensiero di Olayinka H. Babalola vissuto a Tirana
Un’esperienza diretta che racconta una visione umana, inclusiva e capace di creare impatto duraturo
Ci sono incontri che vanno oltre il protocollo e restano impressi non per la loro formalità, ma per la forza del messaggio e per l’umanità di chi lo trasmette. È quanto ho vissuto il 28 gennaio 2026 a Tirana, in occasione di un incontro con Olayinka H. Babalola, Presidente eletto del Rotary International.
In quella circostanza ho avuto modo di confrontarmi direttamente con lui. Non si è trattato di un’intervista in senso stretto, ma di un breve e autentico scambio di vedute, capace tuttavia di delineare con chiarezza il suo pensiero. Un pensiero che Babalola ha poi sviluppato e condiviso nel corso della serata alla presenza dei soci rotariani, rendendolo patrimonio comune.
Creare un impatto duraturo partendo dalle persone
Durante il confronto, Babalola ha posto l’accento su un concetto fondamentale: creare un impatto duraturo. Non come formula astratta, ma come conseguenza di un cambiamento che nasce prima di tutto nelle persone. Il cambiamento, secondo la sua visione, non coincide con l’impatto: ne rappresenta solo l’inizio. L’impatto vero è quello che resiste nel tempo perché fondato su valori autentici, relazioni solide e fiducia costruita all’interno delle comunità.
Questo approccio restituisce l’immagine di un Rotary che misura il proprio valore non solo attraverso i progetti realizzati, ma attraverso la qualità delle trasformazioni che è in grado di generare.
Accogliere tutti a braccia aperte: una responsabilità quotidiana

Uno dei passaggi più significativi ha riguardato il tema dell’accoglienza. Quando Babalola parla di “accogliere tutti a braccia aperte”, lo fa con un tono diretto e concreto, lontano da qualsiasi retorica. L’inclusione, nella sua visione, non è uno slogan, ma una responsabilità quotidiana dei club e dei singoli rotariani.
Nel dialogo è emerso chiaramente come le persone non cerchino soltanto di entrare in un’organizzazione, ma desiderino essere riconosciute, ascoltate e rispettate. È da questo atteggiamento che nasce la credibilità del Rotary e la sua capacità di attrarre nuove energie, in particolare tra le giovani generazioni.
Un Rotary che cambia perché sa cambiare se stesso
Altro elemento centrale emerso dall’incontro è la capacità di mettersi in discussione. Per Babalola, analizzare i successi è importante, ma lo è altrettanto interrogarsi sui propri limiti e avere il coraggio di evolvere. Cambiare linguaggio, approccio e modalità operative non significa rinnegare la tradizione, bensì renderla viva, attuale e coerente con i tempi.
Quando cambiano le persone, cambiano i club; quando cambiano i club, cambiano le comunità. È questo il percorso che consente al Rotary di continuare a essere incisivo e credibile a livello globale.
Un messaggio vissuto, non dichiarato
Ciò che rende particolarmente forte il pensiero di Babalola è la sua coerenza. Quanto emerso nel confronto diretto è lo stesso messaggio che ha saputo trasmettere pubblicamente nel corso della serata. Non parole costruite, ma una visione vissuta, incarnata nel modo di ascoltare, dialogare e relazionarsi.
In quell’incontro non parlava a una platea indistinta, ma alle persone. Ed è proprio questa dimensione umana a rendere il suo messaggio autentico e incisivo.
Un invito che nasce dall’esperienza
Quello vissuto a Tirana non è stato semplicemente un momento istituzionale. Il breve scambio di vedute avuto con Babalola, pur non potendo essere definito un’intervista vera e propria, ha comunque delineato con chiarezza il suo pensiero, successivamente espresso e condiviso durante la serata alla presenza dei soci rotariani.
In quell’occasione Babalola ha dimostrato di essere l’uomo che elimina i muri, crea vicinanze ed elimina le distanze. Non attraverso dichiarazioni di principio, ma nel modo in cui si relaziona alle persone. Lo abbiamo vissuto e lo abbiamo visto in azione a Tirana, nella semplicità del confronto e nella profondità dei contenuti.
L’invito che ne deriva è chiaro: fare nostro questo approccio e trasformarlo in pratica quotidiana nei club e nelle comunità. Perché solo abbattendo le distanze, umane prima ancora che organizzative, il Rotary può continuare a creare un impatto davvero duraturo. TG

